SUBURBICON

Edoardo Peretti

Nel nuovo film di George Clooney il cinismo antropologico dei fratelli Coen, autori della sceneggiatura, si unisce alla visione liberal e politicamente schierata del regista: il binomio funziona fino a quando il presupposto politico non stempera la carica satirica del racconto.

THE SQUARE

Marco Longo

Il film Palma d'Oro di Ruben Östlund è una divertita indagine sugli interstizi irrisolti della comunicazione contemporanea, una digressione a tavolino sul non detto che grava sulla realtà o sulla sua rappresentazione.

UNA QUESTIONE PRIVATA

Erasmo De Meo

Prosegue il percorso dei fratelli Taviani su identità e memoria: l'opera di Fenoglio permette ai registi di mettere a fuoco il rapporto tra individuo e collettività, con almeno due momenti di forte cinema e una riflessione desolata sulla temporalità delle idee e delle azioni.

LADY MACBETH

Mario Blaconà

L'opera prima del regista teatrale William Oldroyd è una favola nera di soprusi e violenze, che a un ricco dedalo di richiami letterari incrocia una crudele riflessione su rivolta e lotta di classe.

A GHOST STORY

Stefano Caselli

Il film di David Lowery sperimenta le estetiche più disparate per riflettere sui cardini che sorreggono l'immagine contemporanea, il fantasma e il tempo, e per ricordarci che al di là del flusso di ogni visione c'è sempre un barlume, angosciato e invisibile, di emotività.

HAPPY END

Pietro Renda

L'ultimo film di Michael Haneke, presentato in concorso a Cannes, scandaglia l'intimità fantasmatica di una famiglia borghese ai tempi della rivoluzione digitale, individuando un universo impenetrabile e monomaniaco nel mondo degli adulti, sospesi tra giovinezza e vecchiaia.

THE BIG SICK

Leonardo Cabrini

Il film di Michael Showalter, sul modello della Apatow Factory da cui proviene, punta all'approfondimento psicologico dei personaggi e offre la sponda per una riflessione sulle estetiche della verosimiglianza nelle rom-com contemporanee.

UNA DONNA
FANTASTICA

Giuseppe Paternò di Raddusa

Nel suo ultimo film, premiato alla scorsa Berlinale, Sebastian Lelio propone un mélo politico, sceneggiato con rigore e privo di facili sentimentalismi. Una piccola lezione di compostezza per il cinema medio d'autore, che spesso punta di compiacere l'individualità dello spettatore.

120 BATTITI
AL MINUTO

Daniela Persico

Tra i film più politici della stagione, l'opera di Robin Campillo raggiunge i suoi momenti migliori nell'allargare la cronaca delle storiche battaglie di Act Up a una riflessione sulla radicalità dell’intervento politico collettivo.

IT

Lorenzo Pedrazzi

Nel trasporre il debordante romanzo di Stephen King, Andrés Muschietti non riesce a eludere alcune debolezze di scrittura e messinscena, ma dimostra di assimilare la lezione dello scrittore attraverso l’affetto profondo per i suoi giovani protagonisti.